SQUILIBRIO MUSCOLARE ORO-FACCIALE (SMOF)

SMOF… cos’è?

Il nostro volto e la nostra bocca sono sede di non poche funzioni vitali come respirare, parlare, masticare e deglutire. Tuttavia sappiamo che non sempre tali attività vengono svolte correttamente. Basti pensare a quando abbiamo avuto un raffreddore e abbiamo faticato tutta la notte per respirare con il naso; o al mal di denti che ci ha impedito, per un po’ di tempo, di masticare cibi solidi e croccanti. Bene! In questi casi ci siamo trovati, sicuramente, di fronte a un’alterazione del normale funzionamento delle attività orali, buccali e facciali. Tali alterazioni tuttavia, in alcuni casi, sono presenti in maniera meno occasionale e quando queste alterazioni diventano stabili e costanti nella nostra vita, creano uno stato permanente di trasformazione dei corretti meccanismi di respirazione, articolazione, masticazione, deglutizione o suzione.
Queste modifiche protratte nel tempo possono avere degli impatti sull’intero sistema di bocca, volto e faccia dando origine, così, a quello che chiamiamo Squilibrio Muscolare Oro-Facciale …SMOF!
Lo squilibrio muscolare orofacciale (SMOF) è un’alterazione delle strutture bucco-facciali e di una o più funzioni orali (posizione di riposo, deglutizione, respirazione, masticazione e articolazione delle parole). Si stima che tale condizione interessi circa il 38% della popolazione generale e che tale percentuale salga all’ 81% se si prende in considerazione la fascia dell’età evolutiva. Tale squilibrio può presentarsi con una concausalità di disturbi che interessano vari ambiti: dalla funzione respiratoria alla postura, dall’igiene orale alla mimica facciale, dalle problematiche del sonno a quelle del complesso dento-scheletrico fino ai dolori dell’articolazione temporo-mandibolare.

Generalmente la condizione di squilibrio muscolare oro-facciale si presenta attraverso la manifestazione di uno o più dei seguenti sintomi:
– Respirazione orale
– Deglutizione disfunzionale
– Alterazione nell’articolazione di alcuni suoni (es: s-z-r)
– Apnee ostruttive del sonno (OSAS)
– Crescita e occlusione dentale alterata o malocclusioni dovute a recidive in seguito a trattamento ortodontico
– Dolore all’ATM (articolazione temporo-mandibolare)
– Labbra ipotoniche o ipertoniche
– Palato ogivale
– Ipertonicità del muscolo mentoniero
– Smorfie facciali e aumento della distanza naso-mento durante la deglutizione
– Postura della lingua a riposo anti-fisiologica

Tra le cause che possono portare all’insorgenza di uno SMOF troviamo principalmente:
– Respirazione orale abituale
– Deficit di forza e/o di competenza della muscolatura facciale
– Malocclusioni dento scheletriche
– Abitudini orali viziate
– Abitudini alimentari inadeguate
– Problematiche di tipo affettivo relazionale
– Cause genetiche

Facciamo ora qualche esempio pratico. Quadri di SMOF possono essere rappresentati da condizioni di respirazione orale che impedisce il passaggio dalla deglutizione di tipo infantile a quella di tipo adulto con lo sviluppo di una postura linguale bassa a riposo e in deglutizione non corretta. Una deglutizione disfunzionale, a sua volta, può avere un impatto importante sulla crescita del distretto orofacciale, comportando malocclusioni e spostamenti dei denti, in quanto l’atto deglutitorio bilancia le forze che agiscono a livello del complesso orofacciale e, perchè tale bilanciamento avvenga correttamente, è necessario che le strutture muscolari e nervose implicate lavorino in armonia, vista l’alta frequenza di deglutizioni che compiamo in un giorno (circa 1000!). Un altro esempio di squilibrio muscolare può essere la conseguenza dell’utilizzo protratto di ciuccio, biberon o della suzione del dito, che può portare a malocclusioni dentarie, alterazioni dei meccanismi di suzione e deglutizione e possibili modificazioni nell’articolazione di alcuni suoni.
In tutti questi casi le funzioni orali si sono modificate e adattate ad un fattore interno o esterno che impediva il loro normale svolgimento. Ma così come la “forma” influenza la “funzione” anche quest’ultima, a sua volta, ha grandissimi impatti sulla prima, innescando un vero e proprio circolo vizioso tra “alterazioni organiche” e “alterazioni funzionali”.

Perché allora la Terapia MioFunzionale …TMF?

La Terapia MioFunzionale (TMF) è un trattamento logopedico che lavora sulla funzione alterata e permette di andare a ristabilire l’armonia tra le strutture oro-facciali in quadri di SMOF. Tale riabilitazione funzionale è basata sull’utilizzo di forze muscolari per raggiungere uno stato di equilibrio e bilanciamento della muscolatura oro-facciale. Essa avviene sia attraverso una vera e propria ginnastica muscolare (esercizi muscolari specifici), sia attraverso una rieducazione delle funzioni orali come: respirazione, deglutizione, suzione, masticazione e articolazione verbale fonatoria, portandole da uno stato patologico (es: respirazione orale) ad uno più corretto e fisiologico (es: respirazione nasale). Di seguito si riportano alcuni esempi di alterazioni funzionali su cui si può intervenire con la TMF:

– La deglutizione disfunzionale
– La respirazione orale
– Le turbe della masticazione
– Le malocclusioni funzionali
– Le problematiche posturali
– I dolori a carico dell’articolazione temporo-mandibolare
– Vizi orali (suzione del pollice, ciuccio o biberon, bruxismo, onicofagia).

La rieducazione raggiunge il suo successo nel momento in cui l’individuo apprende e automatizza la nuova funzione, più corretta, sostituendo in maniera definitiva i vecchi meccanismi anormali e apportando cambiamenti a tutto l’apparato stomatognatico, ovvero il sistema anatomico e fisiologico che comprende tutte le strutture muscolari, scheletriche e nervose coinvolte nella deglutizione, masticazione e fonazione e le loro principali strutture anatomiche: denti, gengive, lingua, palato, labbra, mascella, mandibola e articolazione temporo-mandibolare.

Tale terapia si associa il più delle volte ad interventi di altro tipo che vanno ad agire, invece, sulle cause organiche dello SMOF e prevede spesso il coinvolgimento di figure professionali che si occupano della salute della bocca. Pertanto, a seconda di quale sia la principale alterazione e disfunzione in atto, la presa in carico può richiedere la collaborazione di figure come: odontoiatri e ortodontisti, igienisti dentali, chirurghi maxillo-facciali, otorinolaringoiatri, foniatri, pediatri e neuropsichiatri infantili.

In questi casi si avrà una terapia miofunzionale integrata, in cui il trattamento logopedico ha l’obiettivo di adattare le funzioni alla nuova struttura anatomica.

Ne sono un esempio le malocclusioni, dove la normalizzazione delle strutture anatomiche della bocca, come denti e rapporti tra mandibola e mascella, vengono ripristinate con l’applicazione di un apparecchio ortodontico mentre il percorso di educazione-rieducazione delle funzioni orali spetta, invece, alla riabilitazione logopedica tramite TMF. Non a caso, una delle principali ragioni di recidiva ortodontica, è costituita dal mancato supporto logopedico, una volta rimosso il dispositivo orale. Infatti, se il paziente continuasse a utilizzare meccanismi disfunzionali e alterati di respirazione, deglutizione, suzione, masticazione o articolazione verbale, le strutture orali tenderebbero a ritornare nella posizione iniziale.

La rieducazione miofunzionale (TMF) risulta pertanto indispensabile al fine di massimizzare, completare e intensificare l’azione terapeutica dell’apparecchio, in modo da ottenere risultati più sicuri e stabili nel tempo oltre che a riportare equilibrio nella muscolatura oro-facciale.

Ugualmente, per un paziente che presenta una di queste condizioni: ipertrofia adonoidea o tonsillare, turbinati infiammati o setto nasale deviato, non sempre il solo intervento chirurgico e/o farmacologico è sufficiente a ripristinare una corretta respirazione nasale. Il meccanismo patologico appreso e utilizzato per anni sarà un automatismo da rimuovere e sostituire tramite una terapia riabilitativa specifica sulla respirazione con obiettivi perseguibili grazie alla Terapia MioFunzionale.
Pertanto le terapie farmacologiche, chirurgiche e ortodontiche, con la terapia miofunzionale oro-facciale, diventano due approcci distinti che operano però in sinergia per ristabilire un corretto rapporto tra forma e funzione, potenziando uno il lavoro dell’altro.

TMF… come e quando applicarla?

La Terapia Miofunzionale può essere applicata in tutte le fasce di età, sia in quella evolutiva e adolescenziale che in quella adulta. Prevede un’iniziale valutazione logopedica miofunzionale che definisca le alterazioni anatomiche e funzionali su cui intervenire e permetta una stesura degli obiettivi specifici del trattamento, i quali varieranno a seconda del paziente, della sua età, delle caratteristiche, priorità e dei suoi bisogni.

Nei bambini, solitamente, gli obiettivi principali che possono essere perseguiti mediante la TMF sono: correggere i vizi orali (succhiamento delle dita, labbra, guance, lingua ed altri oggetti o l’uso prolungato del biberon e del ciuccio, il bruxismo e l’onicofagia); favorire l’automatizzazione di nuovi schemi motori a discapito delle vecchie abitudini patologiche e disfunzionali; promuovere la normale crescita e funzionalità muscolare; supportare la terapia ortodontica, eliminando la persistenza dei problemi funzionali; prevenire e correggere i problemi dell’articolazione verbale; favorire la respirazione nasale eliminando quella orale, causa frequente di disturbi del sonno e di difficoltà di memoria e concentrazione, consentendo inoltre di migliorare l’ossigenazione cerebrale, la postura corporea e la tensione a livello cervicale; infine, instaurare una deglutizione di tipo adulto, promuovendo un adeguato posizionamento della lingua sulla papilla retroincisiva e l’eliminazione della spinta anteriore.

Logopedista
Dr.ssa Noemi Balducci

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