La funzione alimentare rappresenta un’attività apparentemente semplice e naturale che ci accompagna per tutta la vita. Si tratta in realtà di un’azione complessa che si sviluppa nel corso dei primi 3 anni, momento in cui il bambino raggiunge abilità di alimentazione e deglutizione simili a quelle dell’adulto. E' importante non dimenticare che, anche per la funzione alimentare, come per tutte le altre funzioni evolutive, è presente una certa variabilità individuale per la quale alcuni bambini progrediscono più lentamente e altri più velocemente.

È il genitore che guida il processo di apprendimento della funzione alimentare: interagendo quotidianamente con il bambino, egli influenzerà lo sviluppo delle competenze sensoriali, motorie e gustative sottese a questa funzione e gli permetterà di compiere esperienze utili a favorire l’adeguato sviluppo di ogni abilità.

La nostra volontà è quella di fornire ai genitori consigli pratici e utili da poter consultare nella pratica quotidiana di interazione con i propri figli, permettendo loro di acquisire competenze alimentari adeguate e strettamente connesse con lo sviluppo di altre abilità, quali, prima tra tutte, lo sviluppo dell’articolazione del linguaggio. Un buon sviluppo delle abilità di alimentazione è infatti alla base di un’adeguata articolazione dei suoni del parlato. Un bambino che, per esempio, prolunga eccessivamente l’utilizzo di ausili alimentari, non tonifica adeguatamente i distretti deputati alla produzione del linguaggio e ciò potrebbe comportare un’alterata articolazione di alcuni suoni, come vedremo in seguito.

 

L’eredità genetica non ha l’ultima parola!

Il professore Reuven Feuerstein è uno dei massimi esponenti nel campo della psicologia e delle scienze dell’educazione. Fonda nel 1992 l’ ICELP ( International Centre for Enhancement of Learning Potential), un centro di formazione, ricerca e terapia che ha la finalità di aiutare bambini adolescenti e giovani adulti in situazioni di handicap e raggiungere livelli di funzionamento cognitivo più elevati.

Ciò che caratterizza la visione di Feuerstein è la sua grande fiducia nella modificabilità dell’essere umano, poiché nessuno è in grado di raggiungere la massima espressione delle proprie potenzialità cognitive, le quali vengono sviluppate lungo tutto l’arco della vita.

“Fa’ questo, dì quest’altro e otterrai il risultato…se ti comporti così sbagli! applica le seguenti regole nel caso in cui…”

Quante volte ci siamo sentiti dire queste cose dai nostri genitori, e quante altre volte abbiamo utilizzato queste parole per educare, sulla base delle buone intenzioni di ciascuno?

Nasce la “Piccola Amaltea” ricerche, valutazioni, progettualità e trattamento dello sviluppo cognitivo nel bambino da 2 a 6 anni.

Tra neuropsicologia, logopedia e neuropsicomotricità una valutazione completa dello sviluppo neuropsicologico e affettivo del vostro bambino.

“Mio figlio non parla bene, ho paura che i compagni non lo capiscano”, “Mio figlio capisce tutto ma parla poco”,
sono solo alcune delle normali preoccupazioni che possono avere i genitori di fronte allo sviluppo del linguaggio del proprio bambino.
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