Nel microcosmo sociale che si crea all’interno di un gruppo di psicoterapia, la persona può realmente sentire l’impatto della sua comunicazione sugli altri membri del gruppo che gli rimandano un feedback circa la qualità delle sue relazioni interpersonali.

Ciò lo rende consapevole dell’essere autore del proprio mondo interpersonale e consapevole del fatto che, come è stato lui a creare il mondo socio-relazionale, ha ora lui il potere di cambiarlo.

parafrasando Irvin D. Yalom "Teoria e pratica della psicoterapia di gruppo"

 

La Psicoterapia di Gruppo vede l’incontrarsi di più individui (da 6/7 a 8/9) o coppie (da 3 a 4) che si trovino ad affrontare un momento critico sintomatico della propria esistenza, del ciclo di vita o della relazione, all’interno di un setting specificatamente strutturato e guidato da uno psicoterapeuta.

La Psicoterapia di Gruppo si rivolge ad adulti o adolescenti che vivano momenti critici riconducibili a categorie sintomatiche quali Fobie specifiche, Fobie generalizzate, Fobia sociale, Attacchi di Panico, Disturbo Ossessivo Compulsivo, Disturbo d'Ansia Generalizzato, Disturbo Post Traumatico da Stress, Disturbo Acuto da Stress, Disturbo d'ansia indotto da sostanze, Disturbo del sonno, Disturbo alimentare (Anoressia, Bulimia, Obesità, ...), Disturbi dell'umore (Depressione, Disturbo Bipolare, Depressione post partum, ...).

Tali disturbi sintomatici sono tipicamente affrontabili anche seguendo un percorso di Psicoterapia Individuale e starà dunque ogni volta allo Psicoterapeuta guidare la persona verso l’uno o l’altro approccio a seconda delle necessità e bisogni specifici. Perché dunque scegliere una psicoterapia di gruppo piuttosto che una psicoterapia individuale? Perché la relazione si arricchisce e si amplifica, perché si può sperimentare e vivere qualcosa che in terapia individuale si può immaginare o simulare, perché gli altri componenti fanno da specchio alle proprie paure e alle proprie emozioni rendendole maggiormente interpretabili.

Si amplifica la potenza della psicoterapia individuale, che continua a mantenere il suo valore terapeutico e continua ad essere per alcuni la scelta necessaria, ma si offre in questo modo, una nuova alternativa.

La psicoterapia di gruppo ha come duplice obiettivo il cambiamento del vissuto di disagio della persona e il cambiamento del vissuto nelle relazioni interpersonale.

Le relazioni umane sono l’essenza della vita e della esistenza e spesso i malesseri individuali sintomatici, sono disagi che si riflettono e si riverberano nelle relazioni (o arrivano proprio per difendere e proteggere da esse).

Il gruppo in psicoterapia è vissuto come un microcosmo all’interno del quale vivere e comprendere le relazioni potenzialmente realizzabili nel mondo e dunque diventa uno specchio di esse e una “palestra” dove poterle agire e praticare, sentendo, però, la protezione e la guida dello psicoterapeuta.

La funzione alimentare rappresenta un’attività apparentemente semplice e naturale che ci accompagna per tutta la vita. Si tratta in realtà di un’azione complessa che si sviluppa nel corso dei primi 3 anni, momento in cui il bambino raggiunge abilità di alimentazione e deglutizione simili a quelle dell’adulto. E' importante non dimenticare che, anche per la funzione alimentare, come per tutte le altre funzioni evolutive, è presente una certa variabilità individuale per la quale alcuni bambini progrediscono più lentamente e altri più velocemente.

È il genitore che guida il processo di apprendimento della funzione alimentare: interagendo quotidianamente con il bambino, egli influenzerà lo sviluppo delle competenze sensoriali, motorie e gustative sottese a questa funzione e gli permetterà di compiere esperienze utili a favorire l’adeguato sviluppo di ogni abilità.

La nostra volontà è quella di fornire ai genitori consigli pratici e utili da poter consultare nella pratica quotidiana di interazione con i propri figli, permettendo loro di acquisire competenze alimentari adeguate e strettamente connesse con lo sviluppo di altre abilità, quali, prima tra tutte, lo sviluppo dell’articolazione del linguaggio. Un buon sviluppo delle abilità di alimentazione è infatti alla base di un’adeguata articolazione dei suoni del parlato. Un bambino che, per esempio, prolunga eccessivamente l’utilizzo di ausili alimentari, non tonifica adeguatamente i distretti deputati alla produzione del linguaggio e ciò potrebbe comportare un’alterata articolazione di alcuni suoni, come vedremo in seguito.

 

L’eredità genetica non ha l’ultima parola!

Il professore Reuven Feuerstein è uno dei massimi esponenti nel campo della psicologia e delle scienze dell’educazione. Fonda nel 1992 l’ ICELP ( International Centre for Enhancement of Learning Potential), un centro di formazione, ricerca e terapia che ha la finalità di aiutare bambini adolescenti e giovani adulti in situazioni di handicap e raggiungere livelli di funzionamento cognitivo più elevati.

Ciò che caratterizza la visione di Feuerstein è la sua grande fiducia nella modificabilità dell’essere umano, poiché nessuno è in grado di raggiungere la massima espressione delle proprie potenzialità cognitive, le quali vengono sviluppate lungo tutto l’arco della vita.

“Fa’ questo, dì quest’altro e otterrai il risultato…se ti comporti così sbagli! applica le seguenti regole nel caso in cui…”

Quante volte ci siamo sentiti dire queste cose dai nostri genitori, e quante altre volte abbiamo utilizzato queste parole per educare, sulla base delle buone intenzioni di ciascuno?

Nasce la “Piccola Amaltea” ricerche, valutazioni, progettualità e trattamento dello sviluppo cognitivo nel bambino da 2 a 6 anni.

Tra neuropsicologia, logopedia e neuropsicomotricità una valutazione completa dello sviluppo neuropsicologico e affettivo del vostro bambino.

“Mio figlio non parla bene, ho paura che i compagni non lo capiscano”, “Mio figlio capisce tutto ma parla poco”,
sono solo alcune delle normali preoccupazioni che possono avere i genitori di fronte allo sviluppo del linguaggio del proprio bambino.
Quando cominciare a informarsi?